Photogallery: “Chinese do it bUtter”, l’inglese secondo i cinesi

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La nostra mappa della Cina

Mappa Cina

  1. XINJIANG: Kashgar – Turpan
  2. GANSù: Dunhuang – Jiayuguan – Zhangyè – Xiahè – Hezuo
  3. QINGHAI: Xining
  4. SHAANXI: Xi’an
  5. SICHUAN: Chengdu – Leshan – Emei Shan – Jiuzhaigou
  6. YUNNAN: Lijiang – Dali – Kunming – Yuanyang
  7. GUANGXI: Yangshuo – Xingping – Guilin

Vorrei incontrarvi fra dieci anni…

Dali. La neve si scioglie nei rigagnoli sotto i ponticelli di pietra, i negozi si mettono in mostra con le loro vetrine di caffè e petali di fiori in pasta frolla. Siamo in cerca di un friggitore solitario che ci riscaldi mani e cuore. Mentre chiacchieriamo lungo la via, qualcuno ci colpisce con una frase che non sentivamo da quasi due mesi: “Ma siete italiani??”. Normalmente, in Europa ad esempio, incontrare italiani in viaggio è sempre un’incognita: a volte conviene fingersi di essere lituani, bielorussi, qualunque cosa per evitare il cosiddetto “attaccamento di pezza”. Man mano che i mesi passano e che ci si allontana dai luoghi più familiari, pero’, la sinfonia cambia: quante volte ci siamo trovati a cantare a squarciagola “L’italiano” con autisti caucasici e uzbechi, quante a leggere gli stabilimenti di produzione della pasta al supermercato e a sorridere se trovavamo “Gragnano – ITALY” scritto in piccolo sul retro della confezione. Qui in Cina poi, dove già vedere una faccia non orientale è un evento da festeggiare, le parole familiari ci riscaldano ancor prima del friggitore, così rispondiamo entusiasti: “Sì, siamo di Milano!!”. E’ un gruppo di ragazzi che si trova in Cina da qualche mese per studiare, ci mettiamo subito a parlare della loro esperienza e della nostra, anche loro hanno fatto una scelta coraggiosa: tutti più o meno tra i 15 e i 17 anni, hanno deciso di trascorrere 10 mesi in Cina appoggiandosi all’AFS – Intercultural Programs (per chi fosse interessato, www.afs.org). Si scontrano ogni giorno con gli usi e i costumi dei cinesi, ancor più di noi: compagne di classe che strabuzzano gli occhi se dici loro che hai un fidanzato, senso del dovere radicato e sordo ad ogni guizzo di personalità, giovanissimi che passano giorni chiusi in casa a imparare nozioni a memoria e poi non saprebbero comporre una frase un inglese da soli. Ma certamente si gustano anche il meglio di questa terra, approfittando delle pause per girare altre città oltre la loro e – ovviamente – ingrassando grazie alla strabiliante cucina. Siamo circondati, ad un certo punto ci troviamo nel mezzo di un cerchio e schizzano nell’aria le parole “Milano”, “Roma”, “Sicilia”, “Calabria”, “Torino”, feste di Natale passate in aula e storie di nonni, genitori nostalgici, sogni di viaggi ancora tutti a venire. Loro ci guardano con un’ammirazione sconfinata per la nostra impresa, ma forse non sanno quanto noi stiamo ammirando loro, mentre pensiamo che questi ragazzi – molto più piccoli di noi – sono stati già così furbi e coraggiosi da staccarsi da casa per venire in un paese così ostico. Molto prima di arrivare alla nostra età sapranno il cinese e avranno già imparato a confrontarsi con una cultura totalmente diversa dalla nostra! Ci salutiamo con la promessa di risentirci e già sappiamo che li citeremo nel blog, così… ecco qui sotto la foto che abbiamo ricevuto qualche settimana dopo da uno di loro, Michele. Continuate così, ragazzi: alla prossima! 🙂

Da destra nella foto: Antonio, Francesca, Luca, Giorgio, Laura, Sofia, Javier e Michele.

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