Amici miei: zingarata in Thailandia!

28 - BangkokIl polveroso e umido treno notturno ci conduce ad aprire gli occhi su un Sud-est asiatico diverso da quello visto finora: siamo a Bangkok, lontani dagli spazi verdi di giungla e ancor di più da quei luoghi sconosciuti che ci hanno accompagnato per tutto il viaggio, ma un motivo ben più importante delle attrattive note a tutti ci porta qui. E’ un forte senso di nostalgia, misto all’emozione per qualcosa di imminente, come se stessimo in coda dal gelataio per la prima volta dopo un lungo inverno… Mirko e Alberto ci vengono a trovare! Hanno deciso di unirsi a noi per una breve parentesi thailandese e noi vogliamo renderla indimenticabile! Arrivando nella capitale prima di loro possiamo giocare d’anticipo. Quale musica gli piace? Gli facciamo una sorpresa? O magari due o tre? Va bene, tutto è pronto per i primi giorno insieme.  Bangkok é il palcoscenico e gli amici spettatori ignari del fatto che stanno per diventare protagonisti. Scambiamo l’ostello interamente di cemento e a cui manca solo l’opzione “grill” per renderlo un perfetto forno con un ben più attraente hotel, dotato non solo di aria condizionata ma persino di piscina sul tetto. Qui tutto é possibile, dato che la concorrenza spietata inevitabilmente fa calare i prezzi; non sfruttare l’occasione sarebbe un vero peccato. É il momento. Si va all’aeroporto, il passo accelera da solo temendo di essere in ritardo e in un attimo siamo agli arrivi. Pochi minuti sembrano ore, sbirciando da un divisorio incastrato male… ma alla fine ne siamo sicuri, quello é lo zaino di Mirko e subito dietro di lui appare inconfondibile il profilo di Alberto. Sono arrivati! Gli abbracci non si contano. 27 - Bangkok - happy birthday!L’hotel parzialmente di lusso li fa già emozionare, i giorni nella capitale scorrono rapidi tra torte e birre di compleanni arretrati, primi approcci al buddhismo e centri commerciali di elettronica contraffatta (e non). Non mancano pause culturali come la giornata in giro per Ayuttaya e i suoi templi, ma arriva l’ora di cercare un clima più vacanziero e per raggiungere questo scopo nulla è più adatto delle isole thailandesi. É bello essere tutti insieme con uno sfondo diverso, una strana e formidabile sensazione. Lo snorkeling a Koh Tao e poi la complicità di sguardi prima di tuffarsi dal tetto della barca, quell’intesa che in sette mesi non é diminuita. Fantastico. Il mondo subacqueo affascina fin da subito con foreste di vegetazione marina contornate da un sottobosco di coralli e ricci, più simili a palle chiodate medievali che a frutti di mare. 40 - Koh Tao - snorkellingQuelli che vengono definiti i “giardini giapponesi” per la loro moltitudine di forme e riflessi sono il fiore all’occhiello della giornata, un piccolo parco naturale con ingresso a parte e l’impossibilità di portare bottiglie di plastica per azzerare il rischio che vengano abbandonate in spiaggia: finalmente un buon tentativo di salvaguardare l’ambiente, cosa rarissima in Sud-est asiatico e dunque per noi novità assoluta. La mente è sgombra, non si riesce a fare un’ espressione di disapprovazione nemmeno quando la cinghia della macchina fotografica sfrega energica sulla schiena arsa dal sole. Una cena, una birra, due chiacchiere in spiaggia col tramonto da copertina, siamo lontani dall’Italia, ma siamo a casa. 45 - Koh Phan Ngan - Full moon partySi cambia isola e si cambia atmosfera: a Koh Phan Ngan troviamo un paio di bungalow sulla spiaggia che ci faranno da base per poterci riprendere dal (giustamente) famoso Full moon party, una vera festa dopo mesi di serate in cui eravamo troppo stanchi per concederci eccessi, fosse per ore e ore di trasporti estenuanti o per le interminabili camminate sotto il sole. Il turno di Phuket arriva velocemente, troppo velocemente, così come la visita programmata di un ospite sgradito: sai che avverrà, ma non vuoi pensarci per evitare di rovinarti il tempo restante. Phuket infatti è l’ultima tappa prima del rientro a casa di Alberto. Il pensiero va ai giorni trascorsi insieme, spalla a spalla sui traghetti, vere macchine del mal di mare. Nè gli scherzi nè le risate sulla spiaggia o le numerose birre intervallate da secchielli di cocktail thailandesi riescono ad allungare lo spazio-tempo. Per il giorno della partenza ci concediamo una colazione frettolosa e l’amato “perder tempo” al centro commerciale. Il pranzo viene coronato dalla realizzazione di un incubo: l’assaggio del durian, il frutto più temuto da chiunque possieda il senso dell’olfatto e/o del gusto. Il tanto temuto assaggio provoca un indescrivibile misto di sensazioni che possono essere descritte solo dalle nostre facce durante la degustazione, per questo siamo lieti di promuovere il trailer di un vero thriller. Il frutto malefico ancora fa breccia nei nostri ricordi, rendendoci indelebile il ricordo di Alberto che si allontana per salire su un taxi, un’auto come tante che sfreccia verso l’aeroporto. Un passeggero come tanti, ma soprattutto un amico, un viaggiatore come noi. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...