Pedalando verso Sud

Ultima regione dell’immensa fetta di mondo che è al Cina: il Guangxi. Il gelo accumulato nelle fredde risaie dello Yunnan e tra i templi di legno del Gansù inizia a sciogliersi per lasciare spazio al primaverile clima che distingue questa zona. Anche le traversate infinite, passate rigorosamente seduti, stanno volgendo al termine. Siamo a Yangshuo, non esattamente un villaggio ma ancora lontano dall’essere una città cinese in via di esplosione; si arriva tardi in questo angolo di natura bizzarra, l’autobus ci regala un assaggio della morfologia e noi ne siamo già attratti. Come un marinaio si concentra sulla stella polare, i nostri occhi non possono fare a meno di fissare il tramonto. Il sole gioca a nascondino tra le montagne calcaree che mutano in altezza ad ogni curva, le ombre degli alberi si riflettono sul bianco di queste pareti rocciose ricoperte di folta vegetazione continuando a far apparire forme nuove ad ogni centimetro di discesa della palla arancione a cui giriamo intorno. L’arrivo in stazione ci riporta alla realtà, ormai è quasi buio e il gestore della nostra guesthouse non si fa vivo nonostante gli accordi presi in precedenza; solo qualche brivido durante l’attesa, ma poi giunge con il suo minivan. La conoscenza di questa persona è davvero un piacere, parla un ottimo inglese e ciò che si riesce subito a cogliere è la sua curiosità riguardo gli occidentali, non la nasconde affatto bombardandoci di domande ed esprimendo sincera ammirazione nei nostri confronti. Ci piace, è la classica persona che affronta sempre tutto con dei sorrisi, ne ha una quantità pressocchè inesauribile e li elargisce contagiando chiunque. Ci offre una camera migliore di quella prenotata, ci accoglie con un’omelette appena saltata e ci augura la buonanotte, il giorno dopo si andrà alla scoperta di quello che l’area ha da offrire. 06 - 20RMB spot in Xingping 04 - 20RMB spot in XingpingUn primo doveroso riconoscimento và al villaggio di Xingping, famoso quasi esclusivamente per il punto panoramico da cui si può ammirare ciò che è stampato sulle banconote da venti Yuan, un capolavoro della natura. Le formazioni carsiche sono così perfettamente in sintonia con tutto ciò che ci circonda che decidiamo di percorrere il fiume Li su una zattera di bamboo. Piacevole gita, comoda e per nulla stressante, qualche frittella di gamberetti di fiume e rape e naturalmente la foto di rito a mo’ di puzzle con il paesaggio e la banconota. Non è affatto male, ma siamo colpiti dal fatto che non ci sia qualcosa di meglio da fare, qualcosa “di più” di un pacchetto “pronto-uso” per godersi questo spettacolo fuori dal comune. Per fortuna Simon, il gestore della guesthouse, ci viene in aiuto ancora una volta. Il tempo di procurarci un paio di biciclette e farci memorizzare a grandi linee il percorso da fare e la nostra meta appare grande come una casa nelle nostre teste: Liu Gong, remoto villaggio di pescatori ancora poco battuto dal turismo di massa cinese. Il cielo è quasi del tutto terso e noi siamo più che carichi per affrontare la giornata! I campi, con il loro giallo scuro del grano bruciato, circondano quasi interamente le conformazioni rocciose che assumono quasi le sembianze di isole. 19 - Liugong 22 - LiugongLa nostra strada si snoda in questo mare di spighe aggirando gli enormi e lattiginosi ostacoli fino a farci perdere la nozione del tempo e insieme ad essa anche l’orientamento, finendo per saltare il bivio. Poco male, la possibilità di pedalare lungo strade trafficate solo da contadini e bestiame ci fa pensare in piccolo alla Cina, soffermarsi un attimo ad ammirare la sapienza con cui una donna estrae dal terreno le erbette, o magari restare incantati vedendo spargere il mangime per le galline, questi gesti semplici e ricchi di cultura ci fanno apprezzare ancora di più le quintalate di noodles alle verdure e uova mangiati in questi ultimi due mesi. Meraviglioso. Imbocchiamo il sentiero giusto che ci porta dritti sulla sponda del fiume, dove abbiamo l’opportunità di assaggiare uno tra i più buoni ed equilibrati piatti dell’intero viaggio: il pesce cotto alla birra, che magari dicendolo così può risultare semplice se non addirittura banale, ma è esattamente l’opposto. 26 - Pujiyu in LiugongCi risulta subito un armonioso misto di sapori e consistenze, i pomodori ridotti quasi ad un purè creano un intingolo delizioso per le patate saltate fatte aggiungere esclusivamente sotto nostra richiesta, il riso assorbe benissimo il gusto del pesce e a completare il quadro già perfetto di suo, la possibilità di accompagnarlo ad una birra fresca seduti su una terrazza al sole…rigorosamente in maglietta. Ogni parola sottostima l’intera giornata. Stiamo seduti ore a digerire e a parlare con la proprietaria della cucina, da cui scopriamo un altro aspetto dei cinesi e del loro sconsiderato turismo a tratti privo di senso. Anni fa qui arrivavano solo pochi turisti occidentali, veri e propri pionieri a pedali, che giunti in questo luogo si trovavano affamati e chiedevano del cibo in una casa – la sua – offrendosi di pagare per esso. Da allora poco è cambiato, un semplice menù e qualche bibita fresca, nulla che possa invogliare i giovani viaggiatori cinesi alla ricerca di musica alta e locali notturni, come ci dice la nostra nuova amica. La strada è da ripercorrere anche al ritorno e quindi ci congediamo. Una sosta in città tra prodotti più o meno interessanti e favi di miele da sgranocchiare passeggiando ci fa capire che questo scenario non ci appartiene, prima eravamo davvero nel nostro habitat e forse è arrivata l’ora di tornare alla nostra base. 31 - GuilinI giorni successivi li passiamo nell’affollata Guilin, dove il capodanno occidentale è qualcosa di ancora sconosciuto, ma che per noi rappresenta l’occasione di sentire parenti e soprattutto tutti gli amici radunati insieme per festeggiare. Con questi sorrisi festosi lasciamo la Cina, su un treno notturno diretto nella vietnamita HaNoi; per la prima volta in due mesi siamo forzati a prendere due prestigiose cuccette, invece dell’intramontabile hard sit. Uscire dalla Cina determina un passaggio: la fine dell’Asia continentale è sempre più vicina. Con la consapevolezza che sarà un arrivederci a questa nazione, ci facciamo timbrare i passaporti e controllare i bagagli. In un secondo si conclude uno tra i più importanti capitoli del viaggio e non vediamo l’ora di aprire i successivi.

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