The first brick in the Wall

14-19 novembre 2013

Stiamo uscendo da quella che è probabilmente l’ultima regione geografica appartenente all’Asia centrale. I deserti montani dello Xinjiang e le sue città-oasi lasciano spazio al Gansù, una regione forse meno naturalistica e dai paesaggi non così mozzafiato, compensati pero’ dai suoi straordinari templi buddhisti perfettamente conservati. Il nostro primo approccio con il lato cinese del buddhismo – che più che una religione ci sembra uno stile di vita – avviene presso le grotte di Mogao, vicino a Dunhuang, dove 1650 anni fa sono state scavate circa cinquecento grotte (un numero che rasenta l’assurdo!), ognuna con un suo preciso scopo: dalla normale rappresentazione artistica, con la pittura che si è ossidata nel tempo allontanandosi del tutto dagli antichi disegni, fino alle sculture del Buddha circondato dai suoi seguaci in adorazione.
image

image

Le antiche pergamene di cui un tempo era stipata la grotta della Biblioteca oggi si trovano in Europa, trafugate da vari archeologi inglesi nel corso degli anni. Il giro si conclude con il nostro primo Buddha gigante, una maestosa statua al chiuso che è tra le più alte del Paese nel suo genere; è difficile da mettere a fuoco, al massimo riusciamo ad assorbirne le enormi dita dei piedi che si trovano vicine alle nostre teste e già ci sovrastano, ma la cosa più stupefacente è che ad attenderci nel Sichuan ce n’è uno ancora più grande e che noi lo staremo scalando tra qualche settimana. La visita è obbligatoriamente guidata e prevede l’ingresso in dieci grotte, selezionate a rotazione mantenendo fisse le più famose e quelle meglio conservate. Il tempo che ci è concesso in ogni stanza è poco, i nostri respiri caldi sono potenzialmente letali per la pittura!
image

image

Jayuguan è la tappa successiva, cittadina normale e piuttosto anonima, ma che per noi rappresenta una tappa fondamentale: si trova proprio qui l’unico segmento della grande Muraglia incluso nel nostro itinerario. Prima di posare i piedi sui suoi mattoni millenari, pero’, usiamo il nostro biglietto cumulativo per visitare la fortezza di Jayuguan, ultimo avamposto prima del deserto dall’alto di cui ci si difendeva dagli eserciti barbari e si mandavano in esilio le persone scomode; insomma, una storia antica che sembra somigliare pero’ a quella più recente. Lo spettacolo è garantito. Il nulla cosmico che si apre intorno a noi rende chiara l’idea di vita dura che si doveva condurre proprio qui circa sette secoli orsono: vita militare rigorosa, niente contatti col mondo civilizzato di allora ma la consapevolezza di essere gli estremi difensori di un intero impero. Tutto questo doveva essere il mantra di coloro abitavano il forte.
image

image

Proprio in questo teatro di scontri che determinarono i confini di un tempo siamo costretti anche noi a combattere, contrattando con un tassista fino allo stremo delle nostre forze. Lui parla solo cinese, non si cura del fatto che noi non ci stiamo capendo niente: nemmeno i gesti convenzionali dei numeri funzionano più, il nostro cinque con la mano aperta chissà cosa vuol dire, lo avremo mandato almeno dieci volte a quel paese in italiano per limitare il nostro livello di frustrazione. Il turismo cinese è progredito abbastanza da far aumentare costantemente i prezzi dei biglietti di ingresso, ma la logica di far raggiungere facilmente i siti di interesse con i mezzi pubblici non riesce a tenere il passo. Proprio quando stiamo per sborsare l’esosa cifra richiesta notiamo un backpacker che si aggira nel piazzale; lo raggiungiamo chiedendogli se vuole dividere un taxi con noi e si offre subito di contrattare un po’ anche lui. Un secondo dopo stiamo sprofondando in un abisso di stupore, ammirazione e invidia, la stessa sensazione che si potrebbe provare nel vedere qualcuno risolvere in un minuto un rompicapo (rigorosamente cinese) a cui noi stiamo lavorando da tempo. Benjamin, il ragazzo americano, parla infatti un fluente cinese e dopo pochi scambi di parole riesce a concordare un buon prezzo, che noi abbassiamo ulteriormente grazie alle preziose tecniche imparate durante il viaggio. Si va, destinazione: la Grande Muraglia Cinese!
image

Ci inerpichiamo duramente sui gradini di roccia, tutti diversi per forma e dimensione e quindi ancora più ardui da scalare. Alcuni visitatori vomitano per la fatica, altri invece, essendo bambini, sfruttano i loro papà. Dall’alto, dominando distese di sabbia e montagne spoglie, si colgono con lo sguardo i piccoli templi disseminati sui crinali, unici segni di civiltà insieme alle minuscole guardie che un tempo sorvegliavano questo confine remoto. Andiamo giù per un pertugio attraverso un cunicolo e siamo fuori: è finita, oppure iniziata, decidetelo un po’ anche voi e fatecelo sapere, se vi va. Per noi è entrambe le cose: è il segno della vera fine dell’Asia centrale, con i suoi popoli orgogliosi e sorridenti, oltre che il principio chiarissimo della Cina vera e propria, quella di cui sentiamo parlare fin da piccoli quando il Colosseo è a Roma, la statua della libertà a New York e questa è la sede ufficiale della Grande Muraglia. Visitare successivamente la piattaforma della prima torre di segnalazione non ci entusiasma più di tanto, la giornata è stata ricca e siamo contenti abbastanza. Zhangyé e il suo budda dormiente al coperto coronano il giro del Gansù settentrionale, un boccone ricco e gustoso, in grado di raccogliere ogni gusto e farcelo ricordare incamerandolo perfettamente nel profondo dei nostri cervelli.
image

Zone molto più tibetane e meno cinesi ci aspettano a sud, è il momento di far riemergere dallo zaino i vestiti pesanti!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cina. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...