O mare Nero, mare Nero, mare Ne’… (diario di bordo dalla Greifswald)

21-25 agosto 2013

GREIFSWALD - cabina

Ci imbarchiamo al porto di Odessa con riluttanza, pensando che è sciocco trascorrere una notte a bordo quando la partenza è prevista per il mattino seguente, ma non importa, è solamente una notte in più.

GREIFSWALD - imbarco

GREIFSWALD - imbarcoGREIFSWALD - imbarco

I turisti veri e propri sono pochissimi, si contano sulle dita di due mani, i restanti passeggeri sono camionisti costretti alla traversata marittima per via del confine chiuso tra Russia e Georgia. A bordo stringiamo subito amicizia con Peter, un americano che ha viaggiato in Russia e in Ucraina, e con Lawrence, un ragazzo di Manchester che sta andando in Tagikistan ad insegnare inglese.

Dopo tre settimane di scomodi mezzi notturni e spostamenti zaino in spalla sotto il sole, prendiamo le tre notti con pasti inclusi come una specie di crociera che, coccolandoci gentilmente con il suo ondeggiare, ci porterà a destinazione.

GREIFSWALD

…Mai nulla fu più lontano dalla verità! I pasti sono scanditi dal personale che in russo augura buon appetito all’interfono; i posti assegnati alla mensa in maniera più che rigida non sono mai modificati, così come il numero di tovagliolini, le bustine di té, le fettine di limone e i mini panetti di burro, tutto a tavola è porzione singola in base sette!

Le colazioni comprendono sempre due uova in varie forme (frittata, uova strapazzate, omelette ripiena); al loro fianco giace sorniona una salsiccia che ti scruta dal basso con aria di sfida e tu, che sei sempre troppo sciocco, accetti.

GREIFSWALD - breakfastQuesto normalmente non sarebbe un problema, se solo dopo 4 ore di ozio completo tra il sole del ponte più alto e l’aria condizionata della cabina, non ti venisse propinato il pranzo… zuppa “pour entrée” e ranci misti, sempre a base di carne: il povero Lawrence in quanto vegetariano ha vita sempre più difficile, e sopravvive solo grazie alla gran quantità di pane e ketchup su cui è costretto a ripiegare tre volte al giorno. La chiamata per la cena suona sempre più come un appello carcerario.

On GREIFSWALD - stickers!

Quando il terzo giorno arriviamo in porto tiriamo un sospiro di sollievo, ma cantiamo vittoria troppo presto… il nostro attracco è occupato da un’altra nave. Sì, esatto: ci hanno rubato il parcheggio! Gettiamo l’ancora a cinquecento metri dal porto, e quando sentiamo l’intenso e inconfondibile odore di cipolla e aglio stufati salire dalle cucine, sappiamo di essere intrappolati sulla Greifswald a tempo indeterminato. Roba che cercare parcheggio sui navigli il sabato sera gli fa un baffo, proprio. Altro giro, altro regalo: giornata completa di colazione, simulazione di emergenza con tanto di calata delle scialuppe di salvataggio, pranzo e… finalmente ci muoviamo di nuovo, all’alba del quinto giorno! Ci facciamo largo tra i gas di scarico dei camion e calpestiamo per la prima volta il suolo georgiano.

GREIFSWALD - arrivo a Poti (Georgia)

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3 thoughts on “O mare Nero, mare Nero, mare Ne’… (diario di bordo dalla Greifswald)

  1. Ah caspita, ho fatto il viaggio dalla Georgia all’Ucraina a metà agosto…ma l’ho trovata una traversata stupenda!

    L.

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