Tra nightclub e vampiri, croci e delizie della Romania

12-17 agosto 2013

Quella che inizialmente avrebbe dovuto essere solo una visita alla capitale, diventa un tour di quasi una settimana… e per fortuna!

Bucarest infatti, all’infuori del parlamento e del centro storico, è una città caotica e povera di attrattive: mette quasi a disagio, anzi, sia per quanto tutto sembri oltremodo incentrato sul turismo sessuale, sia per il disagio sociale che investe la città.

Tutto è ostentato, venduto, messo alla portata di mano per chiunque lo voglia; quelle per i vari nightclub del centro sono le uniche indicazioni presenti sulla cartina che troviamo in hotel.

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Ma, come anticipato, il disagio è forte: sedersi a mangiare su una panchina vicino alla stazione è impossibile, a meno di non essere immediatamente individuati e infastiditi dai mendicanti.

Di contro ci sono le forze dell’ordine, onnipresenti anche nei luoghi più comuni: i vagoni della metropolitana, la sala d’attesa della stazione ferroviaria, dove addirittura ci viene richiesto il biglietto del treno per poter entrare, a dimostrazione che non abbiamo intenzioni fastidiose.

Timisoara e Brasov, al contrario, riescono a tramettere una tranquillità che forse solo i piccoli centri possiedono ancora.

A Timisoara, prima tappa romena del nostro giro, alloggiamo in una pensioncina, di cui la cosa che ci stupisce subito è una pila di cartoni di pizza sul banco della reception: solo più tardi scopriamo che, oltre ad essere una pensione, è anche la pizzeria più antica di Timisoara. La cosa non ci tange finchè non dobbiamo fare i conti, la mattina dopo, con la “colazione inclusa”: caffè doppio e pizza plurifarcita da dividere in due (…su cui non manca nemmeno un uovo fritto…)…

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Pieni di energie per l’improbabile accoppiata culinaria mattutina, cambiamo qualche euro con un numero di banconote almeno quadruplo all’originario, e ci dirigiamo verso il centro.

La piazza principale ricorda un po’ le città del nord Europa, un quadrilatero di case tutte colorate e ristorantini: gironzoliamo a piedi fino ad accorgerci improvvisamente, dopo solo due settimane, che abbiamo bisogno di un paio di scarpe decenti! Rivoluzionando lo zaino per l’ennesima volta, ce ne procuriamo un paio…

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Al momento di fare la spesa per la cena, realizziamo che costa quasi meno concedersi un pasto caldo in un qualsiasi locale in giro piuttosto che cucinare: più ci spostiamo a est, più i nostri canoni di “viaggiare risparmiando” vengono
stravolti… diciamo addio ai baltici panini farciti alla bell’e meglio fuori da un supermercato, e decidiamo che è ora di concederci una cena cucinata da qualcun altro, seduti ad un tavolo e con un bel boccale di birra ad accompagnare il tutto!

Ci consigliano la birreria più grande del paese, non ce lo facciamo ripetere due volte: un po’ dubbiosi durante il percorso, viste le strade buie e poco rassicuranti, entriamo in un atrio totalmente deserto, dove una guardia di sicurezza (ancora?!) ci indica il giardino… l’atmosfera che troviamo è da Octoberfest, ci rilassiamo e ci gustiamo finalmente un buon piatto caldo!

Dopo Timisoara ci spostiamo a Bucarest, seconda ed obbligatoria tappa in quanto capitale della Romania, ma che come già detto non ci entusiasma particolarmente.

Degno di essere citato pero’ è il treno “notturno” Timisoara-Bucarest… nove ore su sedili drittissimi, luci accese, vociare continuo, cartocci di cibo di ogni tipo che vengono aperti a orari improbabili da altrettanti improbabili mani, con mignoli più grandi del più grande dei nostri pollici: siamo gli unici italiani.

Dopo Bucarest e prima di oltrepassare un altro confine, pero’, vogliamo un assaggio di Transilvania: scegliamo Brasov come base per una visita al castello di Dracula, a pochi chilometri di distanza.

Brasov è tranquilla, color pastello, una piccola gemma incastonata nel cuore dei Carpazi; piena di gente e di vita, forse anche grazie ad un festival musicale che si terrà la sera in cui arriviamo.

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Camminiamo nei viali tra la Cattedrale Nera (“Black Church”), che scopriamo essere il simbolo gotico della Transilvania, sopravvissuto ad un incendio di proporzioni enormi secoli fa (da cui il suo colore cinerino), torri di vedetta dall’alto delle quali riusciamo a gettare lo sguardo oltre le mura e negozi in cui tutto costa ancor meno che a Bucarest.

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In un’oretta arriviamo a Bran, località del castello, su un autobus abbastanza strano: dai soffitti pendono decine di arbre magique, e la metà dei passeggeri viaggia in piedi, come fosse sul tram (…ciao, Milano!).

SAM_3236A metà percorso le prime gocce: tempo di arrivare ai piedi del castello ed ecco la prima pioggia da quando siamo partiti, in pieno stile Bram Stoker.

Paghiamo un paio di euro per entrare, aspettandoci forse di respirare un’atmosfera da leggenda, ma tutto ciò che vediamo sono un mucchio di stanze ristrutturate e troppo ordinate, un cortile abbastanza pittoresco (più per le montagne che lo incorniciano che per altro) e tantissimi turisti accalcati su strette rampe di scale.

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SAM_3243Il primo autobus di ritorno a Brasov è il nostro, ci mettiamo ai fornelli in ostello e discutiamo delle tappe successive.

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